venerdì 19 agosto 2011

Soul Kitchen

Delle volte è preferibile non sapere nulla del film che vai a vedere.
Come nel mio caso in questo caso, può bastare la copertina ad attrarti, e puoi non volere sapere altro di più.
Così sono andata a vedere Soul Kitchen, per la grafica della locandina, molto stilosa. Almeno per declinazione professionale, non poteva non colpirmi. Sapevo che sarebbe stata una commedia a base di cucina e musica, e tanto mi bastava.
Mi aspettavo qualcosa come l'azzeccato Radio Rock uscito l'anno scorso, ma mi sbagliavo. La commedia è molto meno schizofrenica, ma molto gradevole. Si vive la suspence dell'intreccio di eventi che capitano al protagonista, ma non t'incalzano con un montaggio serrato, semplicemente capitano, come nella vita reale.
L'integrazione culturale, la cucina e la musica fanno da sfondo ma non da protagonista alla commedia, che si occupa totalmente dei suoi personaggi, caratterizzati ma non stereotipati (a parte qualche eccezione che però serve e funziona benissimo). Non è un film che ti fa ridere a crepapelle ma che ti accompagna il sorriso in continuazione, per poi sorprenderti srotolando delle sequenze veramente difficili da dimenticare.
Consigliato per una serata leggera, condita con molti pop corn e caramelle gommose.

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