venerdì 19 agosto 2011

Ce n'è per tutti

E' un bel film, il secondo di Luciano Melchionna, soprattutto per chi ama la tecnica registica un po' più articolata, e le storie piene di storie.
Ho letto molte mediocri recensioni di questo film, probabilmente scritte da chi non l'ha neanche visto, e me ne dispiace.

Intanto, non è un film di un suicidio di uno scrittore emergente in crisi.

E' un film che tratta la delicatezza di chi per questo mondo non è tagliato, e ne sceglie un altro. Troppa violenza e affettazione, troppa durezza serve a chi vuole camminare per strada, nel nostro mondo odierno, e non farsi ferire da quello che c'è intorno.
Dirvi che alla fine il protagonista muore, non toglie niente alla visione del film, che tra l'altro si capisce subito che fine fa. Non concede speranze di salvezza a nessuno, tanto meno al protagonista.
Assistiamo quindi all'ultimo giorno di vita di un ragazzo che ha deciso di morire, per tanti motivi e nessuno in particolare. Decide di morire perchè questo mondo ha bisogno di una corazza che lui non ha e non vuole avere. Muore ucciso dalla sua sensibilità.
Di contorno, tutto il mondo si "scomoda" per lui. Le forze dell'ordine, la televisione, gli amici. E la sua famiglia, che non si scomoda affatto.
Stringe il cuore in alcune scene. Il mondo - la società aliena- o si muove per dovere (le forze dell'ordine) o per sciacallaggio (la televisione), ma non ha nessun legame con Gianluca, seduto sul cornicione del colosseo, pronto alla morte.
Gli amici sono una sfilata di personaggi inetti alla propria vita e insensibili a quella di Gianluca, ed è proprio per questo che sopravviveranno.
E in tutto questo, il film riesce anche a far ridere.
Un film vagamente surreale, come piacciono a me.
E bravo Melchionna.

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